Briciole

Briciola Num. 27

Cuba, Havana – Bar La Bonita – 14/12/2017 – 21:39 – Ora locale!

La stanchezza si sta facendo sentire! Dopo il volo di 11 ore ed essere tornato indietro nel tempo qui, di sei ore, questa giornata sembra infinita!Al primo piede fuori dall’area di sbarco dei passeggeri, inizia il deliro…! Voci vivaci in spagnolo, gente, umanità, vestita in modo semplice, armeggia con enormi carelli ed enormi pacchi, si abbracciano fra di loro, si ritrovano. La tipica ansia davanti al nastro su cui scorrono i bagagli dei passeggeri mi assale, finalmente dopo una ventina di minuti scorgo il mio zaino, lo imbraccio e fuggo verso le porte scorrevoli. Si aprono e la prima cosa che vedo è una palma, e subito dopo mi pervade un odore, strano, un misto fra benzina, sudore e avanzi di cibo andato a male. Subito dopo, in alto a sinistra, la bandiera Cubana, che sventola nel vento! Abbandono un giubbotto ed un maglione vecchio, usato prima di lasciare la mia città dato il freddo di dicembre e mi catapulto nell’afosa aria tropicale dell’Havana! Sarebbero stati un peso inutile nel mio unico zaino!Al primo passo fuori dal marciapiede vengo assalito da tassisti che con molta insistenza ma gentilezza mi offrono passaggi per il centro città, a decine ovunque cammino. Faccia seria e tiro dritto, dalla mia piccola esperienza da viaggiatore, voglio prima fermarmi, far mente locale. Mi faccio un giro mi siedo, mi guardo attorno e respiro. Cazzo sono all’Havana! Mi sono portato all’Havana!!! Ce l’ho fatta!Trovare l’albergo è stata la prima vera avventura! Non ci riusciva nemmeno il tassista! L’indirizzo indicava due strade parallele fra loro, senza alcun civico, e dopo aver chiesto in giro, una ragazza di dubbia moralità insiste nel farmi entrare in una casa dicendomi che l’Hotel Leopoldo era lì, anche se all’ingresso c’era un altro nome! Entro e mi fa accomodare sul divano, sguardo ammiccante e tutta scosciata. Mi dice che ha chiamato la proprietaria e sta arrivando. Ci facciamo una sigaretta assieme e parliamo un po’. Dallo sguardo si vede che vuole propormi qualcosa…! Arriva una signora e mi trascina sorridente in un’altra casa, ma ancora con il nome diverso da quello prenotato. Mi spiega che il Leopoldo è il nome dato ad una serie di case ed ognuna ha un suo nome proprio. Provo a fidarmi ed entro. Molto bella e semplice e dopo una giornata durata 30 ore, mi infilo subito nella doccia… ma nel bel mezzo, non esce più acqua! Chiamo la señora, e dice che qui è abbastanza normale e che devo aspettare, Cuba è così! Corre via indaffarata, non prima di avermi istruito su come chiudere bene la manopola dello scarico del wc armeggiando con l’asticella di ferro nella vaschetta “Perché se no perde acqua ed è un peccato, ed è difettosa”. Amo già questa città! Caos, case cadenti, gente sorridente, musica latina ovunque, bambini che giocano scalzi a palla per le strade e donne bellissime.Prima tappa Plaza de la Revolucion fumando una sigaretta in compagnia del muro con su l’immagine del Che! E per non scordarlo, il suo compagno Cienfuegos. Stupenda. Grazie Cuba. Grazie Che per aver contribuito ad averla resa tale!Qui è assente ogni precisione e ordine tipico dell’occidente, ma tutto viene regolato da un alto senso di moralità e genuinità.La legge dovrebbe servire per vivere moralmente, ma fallisce per la perdita di morale intrinseca all’acquisizione del potere. Se invece si conquista la morale, culturalmente parlando, allora si ha vinto.

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