Briciole

Briciola Num. 28

Cuba, Havana – Casa Particular – 15/12/2017 – 17:56

Giornata immensa! Immensa. Mi sono già ambientato e la scrittura è molto più dolce e leggibile.La signora, mi ha appena chiesto se voglio un caffè! È splendida! §19/03/2018 17:48 la dolcezza di una crocerossina che coccola un soldato tornato dalla guerra. Così era la dolcezza di quel popolo, e così ti ci sentivi, appena arrivato lì, provenendo dalla caoticità, cattiveria, pregiudizi, stress ed enormi sprechi di tempo e anni, tipici della nostra civiltà occidentale.§ Materna. A dire il vero mi ha chiesto anche se volevo compagnia se “quieres una chica”? Le ho risposto sorridendole, di no e mi ha guardato sorpresa, evidentemente è anomalo che qui un italiano, rifiuta compagnia a pagamento. Gli è capitato uno dei pochi italiani romantici rimasti!Ieri, il primo giorno, avevo un po’ di timore nel passeggiare in alcune strade, mi sembravano pericolose, e in alcuni negozi non entravo, troppo cupi e “strani”. Da oggi frequenterò solo quelli. Entro per la prima volta in un negozio per cubani dove servono al banco da mangiare e accettano il pesos cubano.Finalmente sto incominciando a capire come funziona la moneta qui, ci sono due valute il Cuc usato dai turisti, dal valore di un dollaro, ed il Cup, il pesos Cubano, del popolo, che è una sua venticinquesima parte. Questo dovrebbe servire per tutelare l’economia ed il valore economico cubano, in modo da non far aumentare i beni e servizi che usano i cubani a causa dello smodato turismo. Nella realtà, a me è sembrato che sia un altro modo per tener fuori la gente comune dal benessere e dalla ricchezza che genera il turismo qui, e quindi spaccare ancor di più il tessuto sociale di questa terra. E magari umiliare ancora di più questo popolo.

Mangio qualcosa che alla vista sembra la cosa più sporca che abbia mai addentato, ma al cuore è la cosa più vera che avessi mai assaggiato, e nel fra tempo si è avvicinato un barbone. Inizia a parlarmi e gli dono un pesos cubano. Tutto felice mi ha chiesto di fargli e farci una foto assieme, e ho subito avuto l’istinto di stringergli la mano e abbracciarlo, per quanto gentile fosse e quanta dolcezza aveva nei suoi occhi. La sua puzza, le sue mani oleose, erano vita per me. Energia. Abbiamo parlato dei libri del Che, mi ha detto che quando lui aveva 8 anni, l’ha conosciuto e ha detto “En Italia c’era Mussolini es malo Mussolini” poi di qualcos’altro e se ne è andato. Mi ha emozionato tanto il suo abbraccio, e alla fine sono uscito per strada, l’ho cercato e gli ho stretto nuovamente la mano, mettendo sul mio palmo 25 Cuc per loro tantissimo!Amo già questa puzza che non è altro che odore di vita, questa città!L’amavo già prima di arrivarci!!

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