Briciola Num. 29
Cuba, Letto casa Particular Havana – 17/12/2017 – 00:46
Mattinata avventurosa! L’intenzione era andare a Cojimar, paese dove pescava Hemingway, dove magari avrà elaborato il suo “Il vecchio ed il Mare”, un libro davvero superbo. Dall’Havana prendo la barca – traghetto, sempre molto trasandata e vecchia, a alla mia domanda di quanto costasse il biglietto, mi rispondono che posso dargli quanto voglio e gli do pochi spiccioli. È chiaro che sto usando un mezzo per soli cubani e sto andando in un posto dove i turisti non vanno. Arrivati all’altra sponda della baia dell’Havana, mi rendo conto di esser sbarcato nel luogo sbagliato! In un quartiere vicino che si chiama Regla. Trovo una stazione del bus: “A que hora pasa el bus para Cojimar?” – “Aqui no hay horario, el guagua cuando pasa, pasa!”Attendo con gli altri e parlo inizialmente di politica con un anziano e mi spiega come la situazione è peggiorata a cuba dopo la caduta dell’Unione Sovietica nel ’91 e del drammatico “Periodo Particular”, periodo in cui, l’isola non avendo più accordi commerciali con la Russia, ha vissuto un lungo periodo di tagli e ristrettezze economiche. Poi mi si avvicina un altro Cubano, che mi propone educatamente di guidarmi lui fra le incomprensibili linee dei bus cittadini. Comprendo che devo poi dargli qualcosa, ma accetto. Mi porta con due bus diversi che anche lui chiama “guagua” a Cojimar e nel mentre, facciamo amicizia. Gli chiedo della situazione difficile di Cuba, della sua famiglia, della povertà, cominciamo a fare discorsi molto interessanti. Parliamo molto e con spontaneità mi dice che sono una persona che quando parla, parla con sincerità, perché lo fisso sempre negli occhi, non abbasso lo sguardo e non mostro paura. Mi parla della vera Cuba, della parte povera, non di quella costruita ad’hoc per i turisti. Dove un cellulare o un computer sono un sogno per loro. Ma anche un pasto abbondante e della carta igienica..Mentre camminiamo verso la spiaggia dove pescava Hemingway, mi dice che da 5 anni è un praticante della Santeria, e che mi farà un talismano per proteggermi e per avverare i miei desideri una volta rientrato in Italia. Mi assicura che fra tre mesi da adesso, se seguo il rituale che realizzerà, al suo compleanno, il 23/03, qualcosa cambierà e i desideri che chiederò si realizzeranno. Continua dicendo che niente nella vita è una coincidenza, che ogni cosa fa parte del mio cammino e gli racconto del cammino per Santiago De Compostela. Lo vedo saltare il muretto che separa la strada dagli scogli e saltellare fra essi per cercare qualcosa. Poi la prende e immerge la mano nel mare. Torna da me, e come se mi passasse qualcosa di illegale, furtivamente, mi dà una strana pietra, a forma di T, mi dice di nasconderla nella mano, stringere il pugno e mi versa sopra un po’ della birra che gli avevo offerto…..
Torna da me, e come se mi passasse qualcosa di illegale, furtivamente, mi dà una strana pietra, a forma di T, mi dice di nasconderla nella mano, stringere il pugno e mi versa sopra un po’ della birra che gli avevo offerto. Poi prende la mia mano, sempre col pugno stretto e ci sussurra qualcosa dentro. Mi raccomanda di portare ovunque con me questo talismano, che esso mi proteggerà, da ogni male.Passeggiavo, sulla playa di Cojimar, dove un tempo, Hemingway andava a pesca, dove un tempo, ebbe l’ispirazione per il libro Il vecchio ed il mare, e accanto, lui, Javier, continuava in un modo così sognante a parlarmi della Santeria, della sua famiglia, mentre continuava a infondere la sua energia e parole incomprensibili su questa pietra.. Mi dice che quando arriverò a Santiago di Cuba, dovrò anche versarci del Rum, prima di entrare nella chiesa principale, e benedire la pietra per l’ultima volta. Passeggiamo sulla spiaggia fra sabbia e sporcizia, getta la bottiglia lì e mi sussurra di andare sulla riva, immergere la pietra ben stretta nella mano in acqua, lavarmi la faccia con la stessa e chiedere al mare, cosa desidero davvero dalla vita. Guardo l’orizzonte, e chiedo esattamente di vivere così, di abbandonare il modo di vivere occidentale, ed abbracciare la vita, la semplicità, la gentilezza, la lentezza e la verità. Chiedo al mare di mostrarmi il cammino per raggiungere tutto questo, e darmi la forza ed il coraggio per percorrerlo. Gli chiedo di farmi cambiare vita, per potermi dedicare alla mia rivoluzione personale. Alla mia missione. Mi assicura, dopo avermi fatto vedere la sua carta di identità, che nel giorno del suo compleanno, quel mio desiderio si avvererà.. Il 23 marzo. Vedremo..!Sono già scettico, di mio, so quanto questo, potrebbe essere un bel copione riservato a noi turisti, ma aveva degli occhi puri.. e poi una volta una persona speciale, tanto tempo fa, mi disse un qualcosa che difficilmente scorderò:“È più bello se ci credi!”.E allora perché non farlo? Perché non tentare?Al termine del “rituale”, mi chiede se voglio esser portato in un bel posto tranquillo dove parlare e bere altra birra. “Claro que sì!” Arriviamo in un posto meraviglioso! Una radura fra gli alberi, vicino al mare, con un piccolo chioschetto e tanti cubani, intenti a chiacchierare e bere. I veri cubani, sporchi, sofferenti e poveri, segnati nel volto e nell’anima dalla povertà e da una vita di stenti. Ma con degli occhi immensi e vivi. All’inizio avevo un po’ di timore, ma mi sono sentito presto a casa. Erano le persone più buone del mondo, che avevano da regalare i più bei sorrisi del mondo. La differenza si notava anche a livello economico che era un posto strettamente per cubani: al centro dell’Havana una birra costa circa un dollaro.. qui solo un pesos cubano, 25 volte meno! Questo fa largamente intendere i due mondi paralleli che ci sono qui.. E la cosa più romantica è che la birra la servivano in bicchieri fatti da una bottiglia di Rum tagliata a metà, e usando la parte finale, limandone il bordo! Qui non si getta nulla e tutto si ricicla! Incredibile star lì, mi ha emozionato tanto.Poi ho sbagliato. Gli ho parlato della mia vita e del mio diario, glie l’ho fatto vedere e gli ho raccontato che ho sostituito le città italiane con quelle Cubane. Si è sorpreso molto e mi ha guardato con ammirazione. Gli ho detto che mi avrebbe fatto piacere se ne accettasse una copia e lo tenesse in casa sua.. Ma sono stato ingenuo perché lui ha pensato che gli avrei dato solo quello, e gli si sono luccicati gli occhi dalla vergogna nel chiedermi che avrei dovuto dargli qualcosa per avermi fatto da guida. Ha incominciato a parlar della moglie e di come avrebbe potuto rispondere alla sua domanda del tornare a casa senza nulla, dopo una giornata passata fuori. Mi sono vergognato molto anch’io e gli ho assicurato che era normale che oltre alla copia del mio diario, gli avrei dato del denaro. Gli ho dato 10 Cuc, fa l’autista di autobus e probabilmente quei soldi li guadagna in una settimana. Mi ha mostrato il suo documento per chiedermi di fargli una foto così da mandargli una lettera dall’Italia. Mi ha confidato che avrebbe tanto voluto vedere Venezia e le città italiane per vedere “i vestiti alla moda”. Parlava con così tanta ammirazione del nostro paese.. come se fosse il paradiso.. e magari lo è.. Usando sempre “vorrei” il condizionale, in un tono così sognante cazzo e con la certezza che in questa vita mai potrà realizzare questo sogno. Come se io parlassi di andare sulla luna..! Ed io con tanta semplicità sono venuto qui. E faccio parte della classe media della società.. diceva che amava l’Italia anche per la sua moda, per come erano belli i pantaloni e i maglioni italiani, diceva che aveva un amico che veniva dall’Italia e che gli faceva provare dei vestiti italiani, e diceva che si vedeva la differenza, che erano fatti in Italia, che erano belli, importanti.. parlava con così tanta ingenuità cazzo.. con lo stesso sguardo di un bambino sognante.. ed aveva oltre 40 anni, tre bambini ed una moglie da sfamare. È doloroso leggere negli occhi degli altri la certezza di non poter avverare mai i propri sogni. È molto triste… Alla fine mi ha riaccompagnato al bus che mi avrebbe portato in centro, ci siamo abbracciati, mi ha detto di venirlo a trovare nella sua casa nel caso tornassi a Cuba, e mentre ero sul Bus, dalla strada ha teso il suo indice su di me, poi ha stretto il pugno e l’ha battuto forte sul suo petto.. mi ha dato tanto.. Mi ha chiesto di parlare di lui una volta arrivato in Italia e di ricordare il suo incontro.Lui è Javier Griñan Morales di Regla – Habana nato il 23/03/1971.Ho parlato di te Javier, io mantengo sempre le promesse, te l’ho detto. Adios!
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