Briciole

Briciola Num. 9

16/07/2016 – 14:46 15 km a piedi da qualche parte prima di Zubiri

Ogni programma è saltato! Ho conosciuto Maria, molto dolce, con le palle e non si stanca mai! Il viaggio in bici è volato via e sono finito a caricare anche il suo zaino sulla mia bici, oltre al mio, spingendola a mano! Stiamo da ieri sera sempre insieme e sembra che anche lei gradisca la mia compagnia! Si sta rivelando davvero un bel viaggio! Pieno di sorprese e stanchezza! È davvero carina, ed è il mio tipo ed io voglio continuare a piedi anziché pedalando! È tutta un’altra cosa con lentezza! E si ha la possibilità così, di parlare con la gente!Continuo a stare con lei, ciao.

06/03/2017 – 21:16 Studio, casa, Scrivendo di Santiago

Incominciammo a fare il camino, a modo nostro, man mano alleggerivo lo zaino dalle cose inutili, gettai le scarpe da mountain bike, e altre piccole cose, ogni grammo risparmiato si rivelava essenziale per potersi affaticare meno. Lei scoprì che le scarpe tecniche che aveva portato, erano piccole, e le lasciò appese al manubrio della mia bici, percorrendo i circa 20 km giornalieri fra massi e sterpaglie, con delle minutissime infradito da doccia, e la sua infinita tenacia! Per fortuna io potevo alternare alle mie infradito, anche un altro paio di scarpe da tennis che mi portai dietro.. dato che il principale paio di scarpe che avevo, erano le rigide scarpe da Mountain Bike! Chilometri e tramonti dopo, per lei la situazione diventò insostenibile, e col mio coltello, tagliai la punta dei suoi stivaletti da trekking, era molto più comoda e protetta così, ma tenerissima con le sue dita dei piedi fuori dalle scarpe!

Lì incominci ad amarli i piedi. Nel vero senso della parola! In genere io non li ho mai amati, e anzi ne provavo vergogna, li nascondevo con piacere, soprattutto da piccolo. Non so perché. Ma la sera, nel silenzio dell’ostello, incominci ad amarli, a ringraziarli, per averti sostenuto, per aver retto tutto lo sforzo che gli hai imposto di fare, per averti lasciato in piedi, e li onori, massaggiandoli e curandoli, coccolando anche i suoi, la sera, avendo cura di aiutarla a disinfettarsi le ferite e bolle, dal troppo cammino. È straziante.. quanto mi manca vivere così. Non credevo facesse così male dopo. Il dolore e il disagio, nella vita consueta inizia dopo qualche mese.. è un veleno, che scorre lento e pian piano sale in superficie. Non voglio più vivere qui. Nel mondo che abbiamo creato. È disgustoso e così banale, futile, inutile. Uno spreco di tempo insopportabile.

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