Briciole

Briciola Num. 10

Campo di fieno fra, luna piena, bici, coperta militare, sacco a pelo. 20/07/2016 – 01:53 circa

Da qualche parte fra Lorca e Villatuerta. Una formica che cammina sulla pagina, ed io che cammino sulle pagine della mia vita.. accanto a me Maria, dorme.. serena.. forse domani mi separerò da lei, a malincuore.. Questa è la vita che voglio vivere.

Studio, casa Scrivendo di Santiago06/03/2017 – 21:16

Zubiri.. Zubiri ha dato inizio al nostro cammino insieme, alla nostra unione. Posto da favola, incantato, da sogno. Lì, ci vai a ritroso nel tempo, di secoli. Paesino sì e no con un qualche centinaio di abitanti, circondato da montagne, un fiume gelido e pulitissimo nel mezzo, e un ponte medievale al di sopra, da far cornice al tutto.. e noi, immersi fino alle ginocchia a guardarci, sorriderci e mangiarci un panino! Non ci sono parole per spiegare cosa si prova, dopo aver percorso decine di chilometri, mal nutriti, sotto il sole a 35 gradi, ustioni su mani e spalle, spingere 25 chili tra bici e zaini, fra le più impervie salite montuose, liberarsi dalle scarpe, e passeggiare mano nella mano, con l’acqua gelata.. in quel paradiso.. io non le trovo, non ne sono capace. Circondati da altre anime in festa come noi, riconnesse alla terra, un tutt’uno con essa, ritornare suoi figli. Chiedere perdono ed esserne riconoscenti.. Rovistai con le mani fra le pietre vicino ai miei piedi, mentre l’acqua cristallina scorreva, trovai un pezzo levigato di un antico mattone, chissà di quanti anni fa, è nel mio acquario adesso. Il giorno dopo, o giù di lì, raggiungemmo la magnifica Pamplona, letteralmente sfiniti, distrutti. Nell’ostello facemmo amicizia con due ragazzi italiani, con tanto di pentolino e fagioli, che si preparavano nella boscaglia durante il giorno. Quanto tempo ho sprecato, inseguendo cose futili.. persone che non meritavano la mia gioventù, i miei anni.. potevo fare tanto.. molto prima..Eravamo affamati, e uscimmo dall’ostello, cercando il primo locale aperto, avevamo voglia di una bella e immensa pizza, dopo i cibi di fortuna mangiati negli ultimi giorni. Sull’insegna “La mafia a tavola”, molte grazie Spagna per l’ironia! Ristorante – pizzeria stile italiano, dopo esserci accomodati ci guardiamo in torno e ci rendiamo conto di quanto era buffa la situazione, eravamo due barboni! Io pantaloncini, infradito e maglietta sporca con qualche buco, lei sempre infradito, con bendaggi vari attorno alla gamba e a qualche dita del piede, e la solita maglietta immensa nera, pelle squamata dal sole, e attorno a noi forse uno dei più bei ed eleganti locali di Pamplona!! Musica soft in sottofondo, posate luccicanti, e noi quasi gli unici clienti! Era una sensazione bizzarra ma che amavamo! Sentirci barboni, e comunque felici e a nostro agio. Fu davvero una splendida e unica serata! Grazie Maria. Al ritorno all’ostello, le suore che ci accoglievano, vedendo le condizioni dei piedi di Mari, fra bolle e ferite varie, le proposero di immergerli in una bacinella calda con del sale, cura miracolosa dicevano. Nel giro di poco, seguimmo anche noi l’esempio, io con gli altri due ragazzi italiani, e ci mettemmo seduti di fianco, con ognuno la sua bacinella! Ci divertimmo come dei cazzo di bambini, fu davvero bellissimo.. !!! Risero un sacco anche le suore, e ci fecero una foto. Quando ci tornerò, e ci tornerò, la chiederò quella foto, spero di riuscire a recuperarla! Te la farò avere Maria. La notte poi, non riuscii molto a dormire, ero in pensiero per Mari, non volevo si legasse troppo, e ne ero spaventato anch’io, ero partito con l’idea di fare un viaggio solo, e non volevo legarmi, non volevo farla magari poi soffrire.. mi trattenni lì, scrivendo di lei nel diario dell’ostello, e anche in quello dell’ostello successivo, svegliandomi di notte fonda e pensando a cosa dovessi fare, nella stanza già apparecchiata per la colazione, forse anche sperando che poi lei lo leggesse, dato che anche lei aveva l’abitudine, come certi altri di noi, di scriverci sopra. Ma non lo fece. Il giorno successivo fu uno dei più memorabili.

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