Briciola Num. 11
Studio, casa, scrivendo di Santiago 2016, sulla mia prima esperienza mistica – 06/03/2017 – 21:16
Abbandonando la splendida Pamplona in ritardo, passammo le prime ore della mattina a visitarla e fare colazione in un bel bar. Ci avviammo. Splendidi sentieri di collina immersi nel fieno, alberi e solitari fiumi, per lo più in salita. Era bello il suo modo di reggersi al mio braccio sinistro, era quasi un aggrapparsi.. portavo sempre uno smanicato bianco e quindi si vedeva qualche piuma e la forma del muscolo dato il grasso perso lungo il tragitto, e aveva un modo così strano e dolce nel dirmi che le piaceva quel braccio, era bello, lei diceva, così abbronzato e col tatuaggio in cima, e io glielo porgevo volentieri. La nostra compagna bici, come un infaticabile mulo, ormai ci assisteva nel portare gli zaini, e camminavamo quindi a schiena libera, o finalmente in vista di qualche rara discesa, ci montavamo su assieme, recuperando qualche chilometro in più, senza sforzo. Come in una discesa memorabile non so dove, di 15 chilometri! Noi e i nostri zaini, pazzi e incoscienti, sui 50 all’ora fra i tornanti d’asfalto e i miei freni stridenti che ci rallentavano con difficoltà! In sottofondo le risa e le voci degli altri pellegrini che fischiavano, applaudivano e ci incitavano increduli e lei che li salutava ad uno ad uno felice e leggera come una pasqua! E i suoi bei capelli ricci e rossi al vento! Con la mano destra si reggeva alla mia vita e l’altra, sulla testa, per non far volare il suo cappello di paglia! Anche se alla fine lo perse inevitabilmente in una di quelle discese! Eravamo curiosi assieme, ci facevano foto e tutti chiedevano dove avessimo mai lasciato la seconda bici o se ce l’avessero rubata! Su quelle vie, ebbi forse la prima esperienza mistica della mia vita. Lì, in cima, all’Alto del Perdon, in piena Navarra. Ero stremato, lei mi trascinava e incoraggiava, ero davvero esausto, dal caldo e dalla sete, da chilometri ormai solo salite e pietre, fondo disconnesso, caldo torrido e una bici con due zaini sopra da trainare. Fin quando finalmente arrivammo, così, all’improvviso. Un altopiano immenso davanti a noi, vento, forte. Forte. Le vedemmo. Quelle statue immense che sono il simbolo, ovunque, di questo cammino straordinario, gocce cadono ora. Fila di pellegrini di ferro, instancabili, diritti. Colmi di una dignità che mai nessun vento potrà piegare. Lei si accasciò seduta su una struttura in pietra, io raggiunsi le statue, le toccai, fredde. Alle loro spalle, davanti a me, distesa infinita di Spagna. Colline, monti, fiumi gente che va. Vento fortissimo. Eravamo sul punto più alto nelle vicinanze, e si aveva una visuale completa. Mi scordai dov’ero. Mi scordai chi ero. Il cuore cominciò a battere, un fremito mi invase, mi sentivo colmo, pieno di energia, assolutissimamente vivo. Respirai a pieni polmoni, gonfiai più che potei la cassa toracica. Aprii le braccia, come per abbracciare, accogliere.“Eccomi, sono qui”.Fui investito dalla vita, mi sentivo al centro. Mi sentivo io.Io colori erano più vividi, brillanti, gli odori più intensi, sentivo ogni mio senso, amplificato, molto più sensibile.Presi il libro che portai, La Sposa Giovane di Alessandro Baricco, i miei sassi, e cominciai a strappare altre pagine. Non lo facevo da qualche giorno. A decine. E le lanciai. Le vidi volare al vento, e raggiungere pian piano la valle, fino a diventare invisibili puntini bianchi. Ennesimo tentativo di un disperato addio, al macigno che mi porto dentro, nelle cavità della mia anima. Stetti dei minuti lì, fermo a fissare il vuoto di fronte a me e le pagine che andavano sempre più giù, giù. Mi concedetti un momento per me, per lui. Poi tornai. Raggiunsi Maria su quel muretto di pietra, eravamo entrambi emozionati e rapiti dai propri pensieri. Le presi la mano, la situazione era perfetta per un bacio, ma noi eravamo altrove, lei con i suoi fantasmi, io con i miei. Le strinsi la mano per darle coraggio, per darmi coraggio, e gliela baciai, accarezzandola prima.Da quel momento, nulla è stato più come prima, da quel momento sono stato in grado di Sentire la vita, in ogni sua forma e sensibilità.

Quella sera trovammo un ostello abbastanza desolato, andai a fare la spesa e preparai una cenetta sfiziosa con ciò che recuperai nel piccolo e unico supermercato aperto, cibo precotto, olive e patatine. Fu una cena coi fiocchi.
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