Bisogna Morire, Passacaglia della Vita
Oh, come t’inganni
se pensi che gl’anni
non hann’ da finire
bisogna morire
È un sogno la vita
che par sì gradita
è breve gioire
bisogna morire
Non val medicina,
non giova la china,
non si può guarire
bisogna morire
Non vaglion sberate
minarie, bravate
che caglia l’ardire
bisogna morire
Dottrina che giova
parola non trova
che plachi l’ardire
bisogna morire
Non si trova modo
di scoglier ‘sto nodo
non val il fuggire
bisogna morire
Commun’è statuto
non vale l’astuto
‘sto colpo schermire
bisogna morire
La morte crudele
a tutti è infedele
ogn’uno svergogna
morire bisogna
È pur ò pazzia
o gran frenesia
par dirsi menzogna
morire bisogna
Si more cantando
si more sonando
la cetra o sampogna
morire bisogna
Si muore danzando
bevendo, mangiando
con quella carogna
morire bisogna
I giovani, i putti
e gl’huomini tutti
s’hann’a incenerire
bisogna morire
I sani, gl’infermi
i bravi, gl’inermi
tutt’hann’a finire
bisogna morire
E quando che meno
ti pensi nel seno
ti vien a finire
bisogna morire
Se tu non vi pensi
hai persi li sensi
sei morto e puoi dire:
bisogna morire.
(Grazie Cristina per la condivisione)
La Passacaglia della Vita (Homo fugit velut umbra) è un anonimo del 1657, tratto dalla raccolta Canzonette Spirituali e Morali che si cantano nell’Oratorio di Chiavenna, eretto sotto la Protezione di San Filippo Neri.
Attualmente viene spesso attribuita a Stefano Landi, compositore romano di melodramma e cantore del primo barocco, ma è un errore. L’equivoco trae origine dall’essere stata inserita nel 2002 in apertura del quarto disco dell’Arpeggiata (dell’austriaca Christina Pluhar) progetto monografico consacrato all’opera appunto di Landi.
All’interno del libretto è ben specificato che il pezzo è anonimo e che si ritiene di inserirlo in quanto “le ricche contraddizioni interne ricordano l’universo del compositore”. La linea di basso infatti non è quella tipica della passacaglia del XVII° secolo, quanto piuttosto della tarantella, come numerosi sono nel Sud Italia gli esempi della tradizione orale costruiti allo stesso modo armonico e melodico. Nonostante ciò il malinteso è stato involontariamente ingenerato.
La Passacaglia della Vita rimanda visivamente a molte immagini dipinte di danza macabra medioevale[1] lungo la strada condotta dagli scheletri (passacaglia = passa calle =passa per strada).
Ringraziare Maria Angela Gualtieri
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