Briciola Num. 25
Studio, sorseggiando Verdeca – 23/09/2017 – 22:50
Non sprecherò mai più due ore del mio tempo per vedere la TV o un film. Anche se bellissimo, come questo. Che parla di resistenza, di libertà, di lotta. Ognuno di noi, ha dentro di sé un senso di sopravvivenza, di morale, di ribellione. Che ha assolutissimamente bisogno di essere sfogato. È un bisogno fisiologico. Ecco perché ci elettrizziamo quando vediamo un film d’azione o di guerra. E poi quando finisce ci rimane solo un grande vuoto. Hanno costruito apposta gli stadi e la TV per questo. Per assopire il nostro essere uomini, e distrarci. E renderci cadaveri. A dir la verità ci avevano già pensato i Romani, millenni fa, con il Colosseo.. “Facevo il Colosseo un paio di millenni fa” diceva Frankie Hi-Nrg in una sua canzone.. cazzo adesso è tutto chiaro. Ogni canzone, ogni film, ogni storia, ogni luogo, conteneva un pezzo del puzzle per me, e senza accorgermene, il mio focus, illuminava la parte saliente, il messaggio nascosto. E ora la frase è quasi compiuta. Non vedrò più film d’azione, di speranza, di sogni.Io devo essere il sogno.Io devo essere l’azione.Io devo vivere, e realizzare il mio compito.Non sono io a scrivere, ma tutte le canzoni che ho sentito, i libri che ho letto, i film visti, tutti i baci che ho dato, i luoghi e le persone che ho vissuto. Sto solo liberando la mente e lasciando che vada da sé. Il fumare, l’alcol, il cibo, i vizi in genere, le donne, anche quelle, per lo più sono distrazioni, e annebbiano o indeboliscono la mente. Ho già tutto quel che mi serve. Io sono la mela ormai.Non metà di una parte, ma la mela intera.Io e il mondo.In una notte d’agosto, al quanto difficile, dopo una bottiglia intera di Verdeca, ho comprato un biglietto per undici ore di volo, transoceanico.E questa settimana, il sogno è diventato reale. Sono andato a ritirare il passaporto. Il 14 dicembre vado via. Prendo un volo dritto per l’Havana. E ci resto lì per un mese esatto. Tornerò il 14 gennaio. Resto lì il massimo che il mio lavoro ora mi consente.Ora.Non sarà una vacanza. Ma una esperienza. Una prova. Sogno da una vita, magari come voi, di cambiarla questa vita, questo percorso. E ora ho la possibilità di farlo, anche per soli 30 giorni.Io e il mio zaino. Niente di più.Un mese all’avventura e alla scoperta dei sentieri del Che e dei suoi guerriglieri, nella foresta della Sierra Maestra, e delle spiagge di Hemingway, nella società che resiste ancora, al dannato progresso e tecnologia. Prendo l’aereo, vado a Cuba e mando tutti a fanculo. Perché dopo trent’anni, non ho ancora trovato un buon motivo per restare qui, per chiamarla vita, questa vita, per renderla degna di averla vissuta. Questa raccolta di diari sta per finire. Prendendo in prestito una frase di una gentile signora sul gruppo di Bukowski su facebook, “Succede a volte, in determinati momenti della vita, che il cervello fa ‘click’ e guardi la tua vita con occhi nuovi e ti trovi a fare un sunto di dove sei o cosa sei.” Ho sprecato fin troppo tempo. Cazzo ho fatto dai 20 ai 30 anni? Me lo fece anche capire Maria, sul Cammino di Santiago, quando spontaneamente mi disse “Come mai solo ora ti sei deciso a partire? a fare questa esperienza?” In quest’ultimo solo anno, ho imparato a suonare cinque o sei brani per chitarra, trasformato il mio corpo facendo pesi a casa, riuscito a seguire un telefilm in inglese, scritto quattro diari e ora sto iniziando a studiare spagnolo. Cazzo ho fatto in dieci anni? Cazzo sarei potuto diventare? Quante migliaia di ore perse al PC, videogiochi, TV, persone banali e sabati sera inutili? Quanta vita ho perso? Non farò più lo stesso errore. La vita inizia adesso, ora. É così triste vedere tutti intorno a me che la sprecano questa grande possibilità, questo viaggio che se siamo fortunati dura sì e no fino a 60 anni in salute. Sono a metà, al giro di boa, mando tutti a fanculo e vivo, a modo mio. E vado a Cuba.Mancano 3 mesi al mio viaggio. Userò ogni singolo minuto, per finire e pubblicare magari, questo diario, studiare inglese e spagnolo, esercitarmi con la chitarra e alle-nare il mio corpo con i pesi e la bicicletta. E anche la mia mente, leggendo i diari di Ernesto Guevara ad esempio, per poi vedere con i miei occhi quei luoghi, così sognanti e veri descritti da lui. E soprattutto senza farmi distrarre dal mio cammino. Non devo legarmi a nessuno, conoscere nessuno ora. Non devo correre il rischio. Questo ora è il mio percorso, e lo devo compiere. Punto. Lascio gli altri alle loro squallide auto costose, bagni di lusso, stantie scrivanie d’ufficio, dove nessuno sa bene perché lo fa e perché è lì. Io so e mi sono reso conto che la vita è un battito di ciglia. Fra poco volto questa pagina e mi ritrovo già vecchio, ansimante e stanco. Quindi, nel mentre questa pagina scivola via, io devo vivere il più possibile, studiare, vedere e sapere il più possibile. Ora lo so. Cosa accomuna, cosa accomuna Ernesto Guevara, Charles Bukowski, Bob Marley, Spartacus, Winston Smith, Christopher McCand-less, Fernando Pessoa, Ernest Hemingway, Saint Antoine De Exupery, Alessandro Baricco e la sua anima e altri eroi come loro? Ora lo so. Follia, inquietudine, illusione, utopismo, ipersensibilità immenso romanticismo, sogno, tenacia, caparbietà, solitudine, troppa, nel pensarla diversamente rispetto a chi li circonda, e agonia e sofferenza nel sospetto che forse è tutto vano, che forse la gente non capirebbe, dorme ancora, non è pronta. E quindi poi, spesso tradimento. Che riporta alla solitudine e all’andar via e al vagabondare nella vita Ora lo so, sono gli altri i pazzi, non io. Finalmente ho risposto a quella fatidica domanda, visto Proffessoressa Fumai? Grazie. Ci son voluti più di dieci anni! Ma fa niente!Ci vorrebbero persone più illuminate in questo posto, ad illuminare gente in attesa di luce. Siamo luce, ma abbiamo paura di splendere. Sai che bagliore se lo facessimo tutti assieme. Sai che sorpresa!
Briciola Num. 24
Briciola Num. 26
Potrebbe anche piacerti
Esperienza ritiro medicina a Siviglia
Ottobre 12, 2023
Briciola Num. 20
Ottobre 10, 2016